BIBLIOTECA PIO XII DEL PONTIFICIO SEMINARIO REGIONALE S.MARIA DELLA QUERCIA

 

di Elisa Angelone

 

 

Nel 1975 i Vescovi del Lazio Superiore dispongono il trasferimento del Pontificio Seminario Regionale di S. Maria della Quercia al centro di Viterbo, nella sede del Seminario diocesano.  E' il momento conclusivo della storia del Pontificio Seminario Regionale S. Maria della Quercia, e da quell'anno a sua Biblioteca rimane chiusa al pubblico.

L’Annuario del Palombi (1) non riporta alcuna notizia di questa biblioteca mentre il Catalogo (2) dice che è stata fondata nel 1933, che ha come sezioni speciali quelle sulla bibbia, sulla filosofia, sulla teologia, sulla storia e sulla agiografia, che si compone di circa 8.000 tra volumi e opuscoli (con 300 pergamene e 300 periodici). Sono Fondi speciali quelli intitolati al Cardinale Salotti, a Don Severino Pierotti, a Mons. Adelchi Albanesi, e quelli del Seminario diocesano di Orte, del Seminario diocesano di Nepi e del Seminario diocesano di Montefiascone. Questo riferimento ai seminari di antiche diocesi è legato al fatto che, al momento della sua costituzione, la Biblioteca del Seminario della Quercia si venne costituendo anche con versamenti di libri dalle biblioteche dei tre seminari citati (ma probabilmente anche da parte degli altri seminari del territorio). Sul materiale originario della Biblioteca del seminario di Montefiascone (e su tutta la storia della Biblioteca) è stata fatta una tesi di laurea discussa nell’Università di Viterbo. (3)
E’ stato avviato diverse volte un catalogo a schede per autore che non è stato mai portato a termine. La Biblioteca ha continuato ad essere accresciuta fino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso quanto il Pontificio seminario regionale è stato chiuso (molte monografie e molti periodici hanno continuato ad arrivare anche dopo tale data). Prima della Biblioteca Pio XII è esistita alla Quercia una biblioteca al servizio del Convento domenicano ivi esistente che, in parte, dovrebbe essere confluita in altra biblioteca Domenicana (dopo il 1870) e in parte è depositata presso la Biblioteca comunale degli Ardenti di Viterbo.

 

I Cataloghi

Nella Biblioteca sono presenti diversi cataoghi/schedari realizzati in epoche diverse. In alcuni casi i cataloghi esistenti sono stati incrementati con l'aggiunta di nuove schede. In alcuni dei cataloghi è riportata la collocazione del volume sullo scaffale con la specifica dello scaffale, del palchetto e del numero di corda. Una prima ricognizione sugli schedari ci consente di aggiungere alcune notizie.
Il primo schedario alfabetico è costituito da schede cartacee legate in raccoglitori in cuoio. Le schede sono disposte in ordine alfabetico per autore e, nell'angolo in alto a destra, riportano l'indicazione della collocazione del volume. Le schede sono state redatte in epoche diverse; si potrebbe identificare una prima catalogazione manoscritta alla quale è stata aggiunta una catalogazione dattiloscritta realizzata sicuramente in epoca successiva alla prima.
Il secondo schedario topografico manoscritto presenta una descrizione dei volumi meno dettagliata delle precedenti. Le schede sono ordinate secondo la disposizione con la quale i volumi sono collocati sullo scaffale.
Il terzo schedario per materie bibliche è costituito da schede disposte in ordine alfabetico per autore. Queste schede sono il risultato della copia (realizzata con carta carbone) delle schede dattiloscritte conservate nello schedario alfabetico per autore. Non presentano l'indicazione della collocazione sullo scaffale ma
Il quarto schedario per autori della Bibbia contiene schede prive dell'indicazione della collocazione dei volumi sullo scaffale.
Il quinto schedario alfabetico per autore del fondo don Severino Pierotti
Il fondo di mons. Adelchi Albanesi è riportato in un catalogo cartaceo compilato a mano solo nelle prime pagine dove non è riportata indicazione della collocazione dei volumi sugli scaffali.

 

Cronologia

Quella che segue è una breve cronologia degli eventi che hanno riguardato la Biblioteca.

1933.   La Biblioteca Pio XII del Pontificio Seminario Regionale di S. Maria della Quercia sorge allorché  Pio XI decide l’istituzione del Seminario Regionale per il Lazio Superiore. L’Episcopato del Lazio Superiore, d’accordo con la Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi, permette che vi si raccolgano le migliori opere esistenti nelle Biblioteche dei Seminari diocesani e precisamente in quelli di Tuscania, Viterbo, Nepi, Orte e Montefiascone. (4)
Tutto il materiale della Biblioteca e dell’Archivio viene depositato dapprima in una stanza a pianterreno del cosiddetto chiostro del Vignola (1936-37). La Sacra Congregazione provvede alle nuove scaffalature per la collocazione del vasto materiale  archivistico. La catalogazione e l’ordinamento dei codici, dei corali e dei manoscritti viene fatta da mons. Ferrero Conti” (5). Esiste ancora un catalogo redatto da questo nel 1942 (6).

1933-1969.     La sacra Congregazione cura  con interventi munifici ed appropriati l’ammodernamento e l’aggiornamento continuato della Biblioteca (7). Si riporta la nota delle opere conservate nella Biblioteca.

1941.   Il card. Giuseppe Pizzardo dispone il trasferimento della Biblioteca nei locali sottostanti l’appartamento cardinalizio, dove vengono sottoposti a restauro. Il materiale viene distribuito in tre grandi ambienti, mentre altri tre locali più piccoli sono adibiti a sale di studio per studenti e professori e ad ufficio per la Biblioteca (8).

1943.   L’Archivio, per ragioni di sicurezza, viene trasportato nei sotterranei della Basilica, poi, in seguito alla conclusione del secondo conflitto bellico, ritorna ad occupare i locali a lui prima adibiti (9).

1969.   La Biblioteca riceve una sede più idonea, per la collocazione dei volumi e per la consultazione da parte degli alunni, dei professori, nonché delle persone che, dall’esterno, desiderano frequentarla (10).

1973.   Sono inviate alla Soprintendenza ai Beni Librari di Roma 130 pergamene più un piccolo rotolo cartaceo e un volume contenuti in quattro scatole (scatole 1-3, 5)  e l’inventario parziale delle stesse ai fini di un primo studio in vista di una eventuale successiva descrizione completa (11).

1975.   La Soprintendenza ai Beni Librari di Roma provvede alla disinfestazione delle pergamene della Biblioteca del Seminario presso l’Istituto di Patologia del Libro, nonché al restauro di quelle più danneggiate (precisamente n. 42) ad opera del restauratore Lelli e per conto del Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione generale Accademie e biblioteche (12).

1975.   I Vescovi del Lazio Superiore dispongono il trasferimento del Pontificio Seminario Regionale di S. Maria della Quercia al centro di Viterbo, nella sede del Seminario diocesano. La Biblioteca de La Quercia resta a disposizione di studenti e professori.

1979.   Mons. Emilio Marinelli (gestore della Biblioteca) in una lettera al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali  riferisce che la Biblioteca è a carattere prevalentemente biblico-teologico, filosofico e storico ed ha una sezione dedicata ai classici. Nel complesso sono più di 10.000 volumi. È presente un Archivio storico di S. Maria della Quercia comprendente numerosi volumi manoscritti, pergamene, corali. Esiste un catalogo alfabetico per autori, aggiornato al 1950, è in corso di allestimento un nuovo catalogo. La Biblioteca è fornita anche di un discreto numero di riviste omogenee alla sua struttura.

1991.   [il patrimonio della Biblioteca conta ancora 10.000 volumi, 18 codici miniati (conservati al Museo), 112 pergamene]. Il vescovo di Viterbo mons. Fiorino Tagliaferri conferisce a mons. Salvatore Del Ciuco l’incarico e la responsabilità della Biblioteca Pio XII del Pontificio Seminario Regionale di “S. Maria della Quercia” che, in seguito ai trasferimenti subiti in quegli anni, versa in condizioni precarie. Il diacono Alvaro Manchi è incaricato di provvedere ad una catalogazione (13).

1993.   La Biblioteca è censita nel  Catalogo delle Biblioteche d’Italia (14) dove risulta specializzata in: Bibbia (200); Filosofia (100); Teologia (230); Storia (900). Il patrimonio librario è attestato in: manoscritti n.q. (codici n.q., musica n.q., pergamene 300); volumi ed opuscoli 8000 (carte geografiche e mappe n.q.); periodici 300; giornali n.q. I fondi speciali riportato sono: Fondo cardinale salotti: opere agiografiche; Fondo don Serafino Pierotti; Fondo mons. Adelchi Albanesi; Fondo del Seminario diocesano di Nepi; Fondo del Seminario diocesano di Orte, Fondo del Seminario diocesano di Montefiascone.

 


La Quercia


La Quercia


La Quercia


(1) Annuario delle Biblioteche italiane, Roma, Palombi, s.d., ma 1969-1981.
(2) Catalogo delle Biblioteche d’Italia. Lazio. III, a cura del Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni librari, le istituzioni culturali e l’editoria. Istituto centrale per il catalogo unico delle Biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, Roma - Milano s.d., p. 683.
(3) Maria Calpini, La biblioteca del Seminario Barbarigo di Montefiascone,  Tesi di laurea discussa nella Facoltà di conservazione dei beni culturali dell’Università della Tuscia, Anno accademico 1995/1996.
(4) Cedido, Archivio Mons. Salvatore Del Ciuco, scatola Biblioteca Seminario La Quercia – Vescovile, Notizie sulla Biblioteca esistente nel Seminario, documento datato 1974 allegato alla Lettera di mons. Emilio Marinelli  al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, datata 2 ottobre 1979.  Nel documento si specifica “Queste note sono anteriori al 1975  anno di morte dell’ultimo bibliotecario mons. Cavazzoni”.
(5) G. Musolino, Il Seminario Pontificio S. Maria della Quercia, Viterbo 1985, p. 86.
(6) G. Ciprini, I corali della Madonna della Quercia, in “Biblioteca e Società. Quaderni della rivista del Consorzio per la gestione delle Biblioteche comunale degli Ardenti e provinciale Anselmo Anselmi di Viterbo”, n. 24, p. 4.
(7) Vedi nota 8.
(8) G. Musolino,  Il Seminario Pontificio della Quercia Viterbo, Storia di un cinquantennio (1933-1983), Grotte di Castro 1985, pp. 37-42.
(9) Ivi.
(10) Cedido, Archivio  Mons. Salvatore Del Ciuco, scatola Biblioteca Seminario La Quercia – Vescovile, Lettera di mons. Emilio Marinelli  al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, datata 2 ottobre 1979. 
(11) Cedido, Archivio Mons. Salvatore Del Ciuco, scatola Biblioteca Seminario La Quercia – Vescovile,  Lettera della Soprintendenza ai beni Librari d Roma al Rev. P. Valentino Cavazzoni, bibliotecario del Seminario Regionale di S. Maria della Quercia, datata 21 dicembre 1973.
(12) Cedido, Archivio Mons. Salvatore Del Ciuco, scatola Biblioteca Seminario La Quercia – Vescovile, Lettera della Soprintendenza ai beni Librari datata 4 aprile 1975.
(13) Cedido, Archivio  Mons. Salvatore Del Ciuco, scatola Biblioteca Seminario La Quercia – Vescovile, Disposizione del Vicario generale della Curia vescovile di Viterbo don Pietro Concioli, datata 23 settembre 1991.
(14) Catalogo delle Biblioteche d’Italia. Lazio. III, a cura del Ministero per i beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i beni librari, le istituzioni culturali e l’editoria. Istituto centrale per il catalogo unico delle Biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, Roma - Milano s.d., p. 683.